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                                                            Giardino orientale
 
     

 Acqua 
uguale ruscelli laghetti continuità ed elasticità

 
 Roccia uguale pace spiritualità fermezza  ed immutabili

 

 Verde uguale vita rinascita ritorno bellezza armonia e semplicità



Alcuni esempi



                       

     Per realizzare un vero giardino  giapponese:

Bisogna considerare 3 elementi di base:

Acqua, roccia e verde.

L'acqua uguale Vita, senza l'acqua non può vivere. Armonia essenza.  L'acqua deve scorrere da est ad ovest, come il sorgere ed il tramontare del sole.

Le rocce  formano un punto di pace nel giardino. Rotonde devono essere per portare pace ed armonia. La posizione e determinante, la roccia deve dare l'impressione che sia lì da sempre.

 Il giardino deve essere Verde tutto l'anno, soltanto nella primavera ci sono alcune fioriture, come l'azalea, il rododendro, la camelia

I giardini giapponesi si possono suddividere in tre categorie, ognuna delle quali ha delle regole che lo contraddistinguono:

Il chitai  l’elemento principale è dato dal piccolo lago circondato da sentieri praticabili dai visitatori che possono ammirarlo passeggiando al suo interno. 

Il karesansii il tipico giardino secco ,composto da rocce marmo bianco schiacciato o ghiaia regolarmente rastrellata in sinuosi disegni,in questo giardino l’ospite contempla armoni delle forme ma non vi può entrare. 

Il roji giardino del te contraddistinto da ampi spazi con al suo interno rocce ruscelli laghetti padiglioni atti a consacrare la cerimonia dal te,ospite in questa area  passeggia liberamente contemplando la bellezza e l’armonia delle forme e dei colori.

Giardino orientale di stile formale

Il giardino inteso come culto del verde risale a 3000 anni fa, in Cina  i giardini erano considerati come luoghi di grande quiete per contemplare e meditare.
Replicavano in miniatura il paesaggio circostante, le piante venivano disposte con stile formale,sagomate e stilizzate, ogni albero o arbusto aveva un significato intrinseco simbolico al fine a stimolare la contemplazione quasi ascetica.

I giardini tradizionali giapponesi differenziano molto nello stile progettuale da quelli cinesi di oltre 1200 anni fa.
Mantenendo seppur una linea  naturalistica simile, i giardinieri usavano un maggior numero di specie arboree insieme a rocce ghiaia o sabbia ed acqua,questo giardino nella sua semplicità rappresenta i principi formali di equilibrio e simbolismo.

Alcune interpretazioni  giardini zen.

Si veda Ryōan-ji per una analisi matematica di un giardino zen

Un recente suggerimento dei ricercatori Gert van Tonder dell'Università di Kyoto e diMichael J. Lyons degli ATR Intelligent Robotics and Communication Labs è che le pietre formino un'immagine subliminale di un albero. Questa immagine non può essere percepita consciamente quando la si guarda; i ricercatori sostengono che la mente subconscia sia in grado di vedere una sottile associazione tra le pietre. Essi ritengono che ciò sia responsabile dell'effetto calmante del giardino.

I bonsai 

Gli alberi più adatti a diventare bonsai sono quelli decidui a lenta crescita, come le querce e gli aceri, ma si prestano anche alcune conifere e arbusti sempreverdi, come il cotoneaster . La pianta può essere coltivata da seme, raccolta allo stato selvatico oppure ottenuta per talea da un altro bonsai. Una volta scelto il tipo di pianta e lo stile che si vuole realizzare, il piccolo albero va impiantato in un contenitore, che favorisca lo sviluppo delle radici in orizzontale, e sottoposto alla prima potatura.

Viene data forma all’albero mediante la potatura dei germogli, delle foglie e dei rami. Oltre che con la potatura, la forma del bonsai viene ottenuta mediante l’applicazione di fili metallici variamente ritorti intorno al fusto. Inoltre, nel caso si voglia irrobustire il tronco alla base per conferirgli un aspetto più antico, si lega un filo di alluminio appena sopra il livello del terreno, in modo che la porzione immediatamente superiore si inturgidisca e si rigonfi, apparendo più robusta. Esistono inoltre diverse tecniche di invecchiamento artificiale, che consistono nello scortecciamento parziale del tronco e dei rami, o nella creazione di rami vecchi scortecciati lasciati ad arte sul tronco. Inoltre, per abbassare i rami vi si possono appendere dei pesi, che alterino l’orientazione naturale.

I l Gelsomino indiano

Il gelsomino indiano Quisqualis indaca della famiglia delle combretaceae, dal portamento rampicante, anche se nasce come piccolo arbusto.
È estremamente colorato il fogliame molto rigoglioso  fiori profumatissimi compaiono in estate  hanno la peculiarità di  schiudersi di notte, con note aromatiche che ricordano la pesca.

Particolarmente indicato il suo inserimento in giardino che utilizzano giochi di luce dal sapore orientale, rivestendo archi e passaggi guidati.
Cresce bene in pieno sole, teme il freddo, il terreno deve essere ricco di humus ed elementi nutritivi, bisogna eliminare ogni tipo di ristagno.
Si concima regolarmente al piede della pianta e gradisce integrazione con elementi a somministrazione fogliare.
Le potature devono essere decise lasciando solo i fusti principali in modo da stimola re il ricaccio di nuovi getti.


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