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Mirto
mirtus comunis
Famiglia: Mirtacee
Origini: bacino del Mediterraneo
- Il mirto è un arbusto a foglie persi-stenti, con
rami abbondanti e rigidi, che raggiunge circa 3 m di altezza. In
condizioni molto favorevoli può diventare un piccolo albero.
Cresce spontaneamente nelle regioni meridionali, nelle vallate e sui
pendii con terreno non troppo secco. Forma dei boschetti negli ambienti
ruderali o su terreni devastati dal fuoco, soprattutto dove prima
crescevano alberi con fogliame coriaceo. Il mirto comune,
così come le sue cultivar "Microphylla", "Tarentina", "Flore
pieno" ecc., è uno specie tipicamente mediterranea: solo
nelle regioni con inverni miti può essere coltivato in piena
terra; in tutti gli altri luoghi viene coltivato in vaso come pianta da
serra in terreno composto da un terzo di terra franca, un terzo di
terra di brughiera e un terzo di terriccio.
- La pianta trascorre tutta la bella stagione
all'aperto, da maggio a ottobre, e sverno al chiuso, a una temperatura
di 10 °C. Come i fiori di tutte le mirtacee, anche quelli del
mirto sono molto profumati; le foglie sono ovali, appuntite, coriacee e
brillanti, di colore verde cupo, simili a quelle del bosso, ma
più grandi. La fioritura ha luogo da giugno a ottobre:
l'arbusto si ricopre allora di abbondanti fiori bianchi che spuntano
solitari sorretti da lunghi rami; hanno 5 petali e numerosi stami
liberi e ben visibili; possono essere semplici o doppi. I frutti sono
bacche delle dimensioni di un piccolo pisello, di colore nero
azzurrognolo a maturità, e racchiudono i semi.
- Riproduzione: per seme in settembre; per talea in
giugno-luglio.
- Temperatura: clima dolce, non troppo secco in estate.
- Esposizione: pieno sole o mezz'ombra.
- Innaffiature: regolari e moderate; tollero la
siccità.
- Terreno: fresco, argilloso e sabbio-so, ricco di humus.
- II mirto è conosciuto anche per le
proprietà balsamiche delle sue essenze e del suo tannino. Il
- legno, ricco di venature e compatto, è usato in
falegnameria.