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Aconito
Aconitum
napellus
Famiglia: Ranuncolacee
Origini: Eurasia
- L'aconito è una delle piante medicinali
più velenose: la sua radice tuberosa contiene infatti
alcaloidi tossici (aconitina) in concentrazione elevata; i fusti e le
foglie ne contengono in percentuale minore. L'aconitina è il
vele-no più potente che si conosca nella flora europea.
L'impiego di questa pianta è pertanto strettamente riservato
al medico, anche perché la tolleranza ai preparati
farmaceutici a base di aconito varia da una persona all'altra.
Sarà dunque opportuno prendere tutte le precauzioni
possibili. L'avvelenamento da aconito provoca la morte per paralisi
cardiaca o respiratoria. La tossicità di questa pianta
è conosciuta da tempi immemorabili; secondo la mitologia
greca la pianta sarebbe stata portata sulla terra da Cerbero, il
guardiano degli inferi.
- Descrizione: l'aconito è una pianta perenne alta
circa m 1,50 con fusto robusto e massiccio; cresce spontaneo nei luoghi
freschi e ombreggiati, per lo più sassosi, come gli argini
dei ruscelli e degli stagni o i pascoli di montagna. Le foglie,
profondamente
- segmentate, sono ampie e di color verde scuro. La parte
superiore del fusto, poco ramificata, porta grappoli di fiori di color
blu scuro o violetto; la forma dei fiori ricorda quella degli elmi dei
cavalieri medievali. La crescita della radice è molto
strana: infatti ogni anno un nuovo tubercolo sostituisce il tubercolo
morto dell'anno precedente. L'aconito fiorisce in estate. A scopo
farmacologico si estraggono dal terreno i tubercoli e le giovani
radici, dalla primavera all'inizio dell'autunno; si fanno essiccare
all'ombra il più rapidamente possibile.
- Proprietà: è un buon analgesico
efficace contro la nevralgia del trigemino, la sciatica, i reumatismi,
la gotta e l'asma. In caso di intossicazione si somministrino con
urgenza atropina e strofantina.
- Un milligrammo di aconitina costituisce una dose mortale;
la quantità di questa sostanza è molto variabile
nella pianta (le foglie ne contengono un decimo delle radici) anche in
relazione all'epoca (dopo la fioritura la tossicità
è minore).